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cнιυѕö !!!

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6 mai

LAST_Maximum Paranoid Maison

Mani livide.
Se non di freddo, per il male.
Striscio ancora su quei vetri, che tagliano e che mi seguono
quando un ricordo sale in superficie. Ed ora sono tutti a galla.
Incapace di muovermi, resto ferma,
in questa stanza bianca, vuota.
Spogli da ogni decorazione.
Il bianco quasi luminoso agli occhi viene contrastato dal rosso.
Rosso del sangue che sgorga.
Dal petto aperto vorrei strapparmi il cuore
e cercare di comprendere tutto questo male,
magari trovare un modo per aggiustare le cose.
Ed esaudire questa voglia che ho di vivere.

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Ciauz Ragazzi e Ragazze.. Ecco L'ultimo intervento.. Lo Lasco il blog perchè non ho più tempo per seguirne due..
ricambierò i commentuccioli ma non scriverò più.. n ogni caso io sono di la, sulla mukkola per chi interessa xD
Muahahaha ce italianuzz sgrammaticato.
In ogni caso qst Delirio Stranamente Malinconico è vecchio, adesso sto meglio, ma mi piaceva.
anche perchè ci sono ancora nella stanza. :D
Grazie a tutti per le visite e per i coti, grazie a quelli che mi sono state vicine e che mi hanno fatto ridere :D
Bacioni
 
LoLa}
 
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22 avril

Eco Di Pioggia »

Eco di pioggia da occhi di cielo.
Inspiegabile motivo.
La logica è fuori, a pranzo con la ragione.
 
Stesa su un filo.
Equilibrista di una vita senza senso apparente.
Sempre sull'orlo di un balcone,
col vento tra i capelli e il sapore di sale in bocca.
Sete di cielo.
Dove il pensiero arriva.
E se allunghi il braccio puoi arrivare a toccarlo.
- Ma non hai paura di cadere? -
- Se hai le ali per farlo, Vola. Se hai le gambe, cammina.
Finchè cammini non puoi cadere più in basso dei tuoi piedi. -
 
Nei suoi occhi la foresta.
Le foglie che sussurrano ad un lieve sospiro.
Terra e prati.
Posso andarci a Giocare?
öα
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14 avril

Z e b r a D i C a r t a.

Rabbia.
Gridi disperati daun posto lontano.
Supplicano, graffiano le pareti della stanza fredda in cui sono intrappolati.
La belva chiama.
La belva vuole uscire.
Cumuli di nervoso depositate su spiagge asciutte.
Non piove, non riesce a piovere.
Il sole non batte più,
il calore della luna chiama la notte.
Chiama la belva.
Denti che stridono,
ardono ma non possono mordere.
La mente si decompone, erosa dall'Odio.
Uccidi il mondo e poi uccidi te stessa.
Logora la tua stessa carne,
che come carta bagnata si sgretola.
E saremo accecati,
se non fossimo già cechi.
Non capirai mai quanto vali,
se il mondo boicotta i tuoi piani.
Ma non piove, non riesce a piovere.

Scusate per lo sclero ma in questo peiodo sto di merdaccia
quindi vi prego maggiormente di NON copiare.
 
öα {So che amo Attila ma non so se amo te.

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8 avril

{ OceanoSuicida

Blu.Blu come l'Oceano.
Gli abissi di un mondo inesplorabile.
Blu come il riflesso del cielo su mare,
in cui sembrano galleggiare milioni di luci.
Stelle.
Le parole mi giungono all'orecchio come suoni sconnessi.
Lettere impostate su criteri che non conosco.
Suoni, solo suoni.
E cado. E mi lascio sommergere.
Come caldo liquido amniotico, quest'acqua mi circonda e soffoca claustrofobicamente il cuore.
Una mano di acqua penatra la carne ad arrivare a stritolarlo.
L'amore è la malattia più grave, la guerra più sanguinosa,
ma è anche la cura migliore.
Esonda Dal Cuore Ad Inondare L'Anima.

öα {Sete Di Luce .

Copia e Ti Annego >__<

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2 avril

G o c c i a D i N e v e

Mi guardai le mani. Lo faccio sempre quando penso.
Quel giorno non sorrisi nemmeno una volta, forse si, una. Quando guardai il cellulare e ricevetti un suo squillo.
Poi tutto svanito. Niente messaggi. Niente di niente. Forse la sua essenza mi inebriava a tal punto da esserne dipendende, come se fosse droga. Il suo odore quando mi riempiva le narici mi faceva sentire al sicuro, a casa, da poter accoccolarmi e perfino addormentarmi tra le sue braccia. Credo che non fosse una sorta di noia o di sonno represso, più che altro una forma di amore. Ci si addormenta solo nel posto dove ci si sente sicuri non ci si addormenta se si ha paura o se si ha angoscia.
Quel giorno, a parte quella particolare occasione non sorrisi, se non per cordialità verso il prossimo.
Appoggiai le mani sul bordo della balconata, senza curarmi se fosse sporco o no. Era freddo, il che mi fece pensare all'inverno.

Al tramonto di una luce eterna, un vento freddo che veniva dall'est mi investì in tutta la sua furia. Mi sentii gelare l'anima e rabbrividii. Poi qualcosa cadde delicata sulla mia mano. Vi posai lo sguardo: una Goccia di Neve, caduta dalle nuvole grige che torreggiavano su di me, era accasciata al centro del mio palmo. Era fredda e non si attingeva a sciogliersi nonstante fosse già primavera da un pezzo.
- Come puoi tu Neve cadere su queste mani se siamo già a primavera inoltrata? - Dissi alla Goccia di Neve
- Posso, perchè l'inverno dimora dentro di Voi. Il Vostro cuore è rimasto freddo per molto tempo, come potrebbero dunque, sciogliersi i ghiacchi del monte più alto? - Sorrise - Ricordo che dall'ultima nevicata non è trascorso assai poco tempo. -
- Io ce la farò. Cè l'amore. -
- E dove si trova adesso ? - Mi guardò con aria di sfida
- Non qui. - Risposi amareggiata.

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Riaprii gli occhi e nelle mie mani non c'era nulla.
L'illusione non è altro che un sogno, ma la tua mancanza è realtà.
Voli via con le ali del vento, sorridi con la lucentezza del sole, il tuoi occhi sono un lago riflesso nel mondo.
Così, calda, scivolò sulla mia pelle. Una lacrima che sapeva di te morì toccando il suolo.

öα {Selvaggia .

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Copiate e stampo l'intervento e ve lo stampo e lo pinzo con la spillatrce sulla vostra faccia

 

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And I Give Myself To Ashes